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«Forse ho la sensazione che le cose non siano andate come dovevano andare. È per questo che scriviamo. Quando crediamo che le cose non siano andate come dovevano andare.» Il protagonista di questo romanzo scopre con una lettera inattesa che H, la donna che ha amato e da cui si è separato anni prima, si è ammalata, cadendo in uno stato di incoscienza da cui sembra impossibile destarla. È soprattutto con lei, riflette, che le cose non sono andate come dovevano, e ora è troppo tardi per riscrivere l’itinerario della loro storia, per «aggiustare i piani di Dio con le parole», per trovare uno spiraglio che restituisca H alla veglia della realtà. Sarà l’incontro con il regista-alpinista Johann Ull, personaggio a metà strada fra Werner Herzog e René Daumal, a offrirgli una possibile, improbabile via d’uscita: se riuscirà a trovare il Guaritore, gli spiega Ull, H si sveglierà. Ma chi è il Guaritore? E dove si nasconde? Per il protagonista questa speranza segnerà l’inizio di un viaggio ai confini del razionale, attraverso boschi e montagne, fiumi silenziosi e capanne isolate; un viaggio che lo condurrà sulla soglia della follia, fino forse a oltrepassare l’umano. Troppo risplendere è un romanzo nel quale il lettore si addentra come in un luogo interiore. Una storia intima su cosa significa mettersi alla ricerca di ciò che si è perduto e allontanato, per riscoprire la luce che già esisteva.
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