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Ci sono storie che non si trovano nei libri di testo, né negli archivi ufficiali delle grandi cronache nazionali. Sono le storie scritte sull'asfalto consumato, sul ferro battuto dei binari e sulle pareti di cemento delle periferie cresciute troppo in fretta. Storie di uomini e donne che non hanno mai preteso di fare la storia, ma che la storia l'hanno sopportata, attraversata e vissuta con la sola forza della loro dignità.
Roma, tra gli anni Sessanta e il declino del secolo scorso, è stata molte cose insieme: la capitale della spensieratezza e la città degli Anni di Piombo, il teatro di grandi trionfi collettivi e la ferita aperta del terrorismo, della mafia e dell'eroina che divorava una generazione. Eppure, sotto il grande cielo di ponentino, mentre la politica si sfilacciava e la violenza bussava alle porte delle case popolari, c'era una città sotterranea che continuava a svegliarsi all'alba per andare a lavorare.
Tonino è il simbolo di quella Roma invisibile e incrollabile.
Un uomo qualunque, con le mani indurite dal manettino di bronzo e il cuore saldo di chi sa da che parte stare. La sua Vettura 14 non è soltanto un mezzo di trasporto che solca la linea Prenestina, unendo la periferia operaia di Tor de' Schiavi al centro monumentale; è un microcosmo umano, un rifugio viaggiante, un confessionale di ferro dove le paure, i primi amori, i lutti e le speranze di una comunità intera s'incontrano ogni giorno al ritmo cadenzato del motore a corrente elettrica.
Attraverso lo sguardo severo e infinitamente dolce di Tonino e la forza antica di sua moglie Claudia, questo racconto ripercorre le stagioni di una famiglia e di un Paese intero. È un omaggio a chi ha saputo restare in piedi quando tutto attorno sembrava crollare; a chi ha perso pezzi di cuore lungo la strada, ma ha continuato a guidare con mano ferma per permettere ai propri figli e ai ragazzi del quartiere di credere ancora nel domani.
Perché ci sono uomini per i quali il dovere non è una parola detta ad alta voce, ma un gesto quotidiano. E finché ci sarà un binario a solcare la città e una mano calda pronta ad azionare il freno per far salire un passeggero smarrito, la corsa della Vettura 14, e di tutti gli eroi silenziosi della nostra vita, non si fermerà mai.
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